LORENZO TUCCI Sparkle Trio

Venerdì 18 Agosto | Sulmona C.so Ovidio

18
Ago
22:30 - MIJ2017

Esce ad Aprile 2016 per Jando Music Via Veneto Jazz Sparkle, l’ottavo lavoro discografico di uno dei batteristi più apprezzati nella scena jazzistica italiana ed internazionale: Lorenzo Tucci. Il disco contiene otto brani originali composti da Tucci e due omaggi a due grandi nomi della musica mondiale: Sting e Pino Daniele. Tucci in questo album dimostra, oltre alle già apprezzate capacità di performer, straordinarie doti di compositore. I temi non sono basati sulla forma “Standard”, tipica del jazz più tradizionale, ma sono in gran parte come piccole suite, con un approccio melodico e fruibile per l’ascoltatore e con un’imprevedibilità, che fa di SPARKLE un progetto discografico di jazz contemporaneo. Lo stile è particolare e sia il pianista Luca Mannutza, sia il più giovane, ma già affermato Luca Fattorini risultano a proprio agio, tessendo insieme al leader trame dal sapore nuovo, vivace e raffinato. Ad impreziosire ulteriormente la session c’è la tromba di Flavio Boltro, veterano del jazz internazionale che, con la sua sensibilità, si inserisce perfettamente nella ritmica. La title track è Sparkle Suite, brano in tre tempi: un esempio di composizione che caratterizza l’intero album; in So One, un brano in 5/4,si dimostra la voglia di arrivare al cuore dell’ascoltare in modo mai banale o scontato. Past e Grow sono brani diversi fra loro, ma accomunati da un’esplicita musicalità. Two Years è il brano più movimentato, con un’energia equilibrata e matura e mai urlata. Suggestiva la slow bossa L&L, in cui sia Mannutza che Boltro riescono ad esprimere al meglio tutte le loro doti liriche. A seguire Keep Calm, brano groove dal drumming lineare e rilassato, con piccole poliritmie che offrono una piacevole illusione acustica. L’ultimo brano inedito Tarì è ispirato ad un luogo reale, ma anche ideale, nel quale Tucci realizza un sound apparentemente spensierato, ma armonicamente più complesso. Gli omaggi a Pino Daniele e Sting, trasformati in veri e propri standard jazz, sono di rara bellezza: il primo è affidato alla voce incantevole di Karima che interpreta E po’ che fa’, mentre Seven Days è eseguita in trio, con Tucci, Mannutza e Fattorini che regalano una versione inedita e convincente del brano di Sting.