In attesa del concerto di Lorenzo Hengeller del 30 gennaio, per il terzo appuntamento di Muntagninjazz Winter a SpazioPingue, ecco un album che vi consigliamo.

“Il Pianerottolo” è l’ultimo lavoro discografico di Lorenzo Hengeller, un percorso autobiografico da 𝘤𝘳𝘰𝘰𝘯𝘦𝘳 ironico, sulle orme di Carosone e Luttazzi. Dieci tracce che uniscono storie, persone e note. Un jazz cantato che osserva il mondo dal pianoforte.

Un punto di vista – Il pianerottolo è un luogo di passaggio, di ascolto, di attesa. Per Hengeller è il suo pianoforte: i tasti come 88 condomini, vite che si sfiorano tra bianco e nero.

Le voci e le mani – L’album vede la partecipazione di Stefano Bollani, Valentina Cenni e David Riondino eccezionalmente ai cori e il featuring di Stefano Di Battista, oltre alla presenza di Daniele Sorrentino al contrabbasso, Luigi Del Prete alla batteria e Alessandro D’Alessandro all’organetto. In concerto, Hengeller sarà accompagnato da Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria.

Le canzoni, tra ironia e nostalgia – C’è chi guarda la vita come un cantiere (“Cantieri”), chi origlia i silenzi di coppia (“Disaccordi”), chi sogna di cambiare le cose anche perdendo (“Colin Firth”). Hengeller pratica la nostalgia come uno stato d’animo sorridente, e con brani come “Frasi Fatte” smonta i cliché, facendo una piccola rivoluzione delle parole.

Napoli e Roma andata e ritorno – Napoli è lingua, ritmo, memoria. Roma è incontro, disincanto, possibilità. Da Carosone a Fausto Cigliano, fino a “Senza sapè pecchè”, un brano che suona ai campanelli del passato senza mai restarne prigioniero.

“Il Pianerottolo” è un disco per chi ama la musica che racconta e osserva senza fretta, un album da ascoltare e da godere per non restare sulle scale.